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Le cardiopatie congenite nell’adulto rappresentano un problema sociosanitario divenuto attualmente di tale importanza e tale complessità da richiedere una attenzione del tutto nuova per affrontare il problema stesso in maniera adeguata.

Esistono molte cardiopatie congenite “semplici” come il difetto interatriale che rimangono spesso silenti in età pediatrica, manifestando però segni clinici  nella loro storia naturale in età adulta; altre ancora, come la coartazione aortica, seppure sottoposte a correzione chirurgica, possono avere sequele a distanza in termini di ostruzione residua, ipertensione persistente o sviluppo precoce di coronaropatia.

In altre cardiopatie, anche assai complesse, i notevoli progressi della cardiochirurgia nelle ultime tre o quattro decadi hanno permesso una sopravvivenza superiore al 90%; tuttavia appaiono del tutto evidenti problemi a lungo termine di disfunzione ventricolare o aritmie dopo intervento di Fontan o dopo correzione fisiologica della trasposizione delle grandi arterie, oppure ancora la funzionalità limitata nel tempo di condotti valvolati o l’impatto negativo sulla funzione ventricolare destra di una insufficienza polmonare cronica dopo correzione di patologie tronco-conali.

Terapia antiaritmica, terapia anticoagulante, profilassi dell’endocardite batterica, contraccezione e gravidanza, aspetti psicologici sono altre problematiche più generali che possono essere affrontate nei cardiopatici  congeniti adulti in maniera appropriata soltanto con competenza specifica e collaborazione interdisciplinare .

Identiche considerazioni valgono ovviamente per procedure chirurgiche o di emodinamica interventistica.

Risulta evidente la necessità di un appropriato programma di training del personale medico, tecnico ed infermieristico in Centri di riferimento, possibilmente creando una rete regionale e interregionale, di coordinare i rapporti con i medici di base, di promuovere la realizzazione di registri nazionali e l’attività di ricerca.

La popolazione dei cardiopatici congeniti adulti è relativamente nuova, ma indubbiamente destinata a crescere; richiede un’attività multidisciplinare e una struttura organizzativa ospedaliera certamente complessa che rappresenta una vera “sfida” che non possiamo ignorare.

A tal riguardo  fin dal 2000 presso l’IRCCS Policlinico San Donato si è capita l’importanza e la necessità di creare un Centro specializzato dove professionisti di comprovata esperienza potessero dedicarsi a tali numerosi pazienti.

Il dottor Alessandro Giamberti assieme al dottor Massimo Chessa si sono fin da subito dedicati all’argomento.

E’ stata creata una Unità Clinica ed una Unità di Ricerca (CE.R.C.C.A.) dove cardiochirurghi, cardiologi, internisti, elettrofisiologi, anestesisti, rianimatori, psicologi e personale infermieristico specializzato  quotidianamente mettono a disposizione dei pazienti il loro sapere ma soprattutto la loro passione e dedizione.

Assieme ai pazienti si è creata la prima associazione di pazienti cardiopatici congeniti adulti (AICCA) che ha fatto proselitismo con la creazione di oltre 10 sedi regionali.

L’IRCCS Policlinico San Donato è la sede ogni 2 anni del più importante congresso italiano sull’argomento   e che è giunto alla VII edizione (IMAC 2014, 28 Marzo 2014)  dove specialisti da tutto i  mondo si confrontano sulle tematiche emergenti di questa nuova, particolare  e crescente popolazione di pazienti.